Industria 4.0 e il Nuovo Credito d’Imposta 2020

Incentivi per Industria 4.0 anche nel 2020. A partire dal 1° gennaio, il nuovo credito d’imposta per investimenti in beni strumentali sostituirà superammortamento e iperammortamento. L’emendamento voluto dal Ministero dello Sviluppo Economico introduce molte novità a favore dei processi di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.

In questo articolo analizziamo cosa prevede il Piano Nazionale Impresa 4.0 per il 2020.

Nuovo credito d’imposta Industria 4.0: cosa cambia?

Come spiega il MiSE, il nuovo emendamento è un progetto strategico finalizzato a sostenere le aziende in interventi e investimenti mirati all’integrazione di nuove tecnologie e alla creazione di nuovi modelli di business. L’obiettivo è dare un sostegno fiscale a supporto della trasformazione (o transizione) tecnologica e digitale delle imprese italiane. In particolare delle PMI, la fetta più grande del tessuto produttivo italiano.

Per quanto riguarda l’orizzonte temporale, il testo del disegno di bilancio recita così: “Al fine di sostenere più efficacemente il processo di transizione digitale delle imprese, la spesa privata in ricerca e sviluppo e in innovazione tecnologica, anche nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, l’accrescimento delle competenze nelle materie connesse alle tecnologie abilitanti il processo di transizione tecnologica e digitale, nonché razionalizzare e stabilizzare il quadro agevolativo di riferimento in un orizzonte temporale pluriennale, compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica, è ridefinita la disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano Impresa 4.0″. Tuttavia, per ora la validità di questi incentivi è indicata solo come annuale.

Valore credito d’imposta per l’industria

Come anticipato, super e iperammortamento si trasformano in credito d’imposta che va dal 6 al 40%. Più nel dettaglio:

  • Credito d’imposta al 6% per i beni strumentali nuovi (prima agevolati con il superammortamento) con un tetto massimo di investimento di 2 milioni di euro.
  • Credito d’imposta al 40% sugli investimenti in beni tecnologici fino a 2,5 milioni di euro.
  • Credito d’imposta al 20% sugli investimenti in beni tecnologici tra 2,5 e 10 milioni di euro (restano esclusi dal beneficio gli investimenti oltre i 10 milioni).
  • Credito d’imposta al 20% per i software con un tetto massimo di 700 mila euro.

Per l’acquisto di beni, il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione in cinque quote annuali a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione. Mentre per l’investimento in software, il credito d’imposta può essere utilizzato in tre quote annuali e sempre in compensazione.

Infine, il beneficio fiscale è previsto anche per le attività di ricerca e sviluppo (credito d’imposta al 12% con tetto a 3 milioni di euro), di transizione ecologica (10%) e di innovazione tecnologica (6% su un investimento massimo di 1,5 milioni di euro).